Comodini e sangue
quattro anni dopo






vai alla presentazione
vai alla parte precedente
vai alla parte successiva


4. RISULTATI

4.1. LA PROPOSTA RISERVA FORESTALE DI LOMAKO

4.1.1. ABITANTI DELLA FORESTA DI LOMAKO

Si distinguono due gruppi di persone. Da una parte, il vecchio personale locale che vive nella parte meridionale di quella che è stata proposta come riserva forestale di Lomako. I loro villaggi di origine sono situati a sud del fiume Lomako. La maggior parte di loro era emigrata all'interno della foresta avendo trovato lavoro nell'ambito dei progetti di ricerca. Tutti hanno familiarità con gli obiettivi della salvaguardia dei bonobo. In generale, queste persone non sono cacciatori assidui. In origine, sfruttavano la foresta solo per la propria sussistenza. Nel 1995 e nel 1998, popolazioni di immigrati appartenenti alle etnie Ngombe e Mongando sono state scoperte nella parte settentrionale della riserva proposta (Dupain & Van Elsacker, 2001). Questa seconda categoria di persone è o è stata maggiormente coinvolta nel commercio di selvaggina a fini di lucro.
4.1.1.1.Vecchio personale del luogo
Il personale locale appartiene al gruppo etnico dei Mongo. Sono i padroni tradizionali di alcune regioni della foresta di Lomako. I vecchi dipendenti e le loro famiglie erano tutti vivi e stavano bene. È stata una piacevole sorpresa constatare che, per quanto le condizioni di guerra abbiano molto provato questa gente, non è accaduto loro nulla di tragico. Il capo dello staff locale ha costruito un nuovo insediamento per la propria famiglia nella foresta, al limite meridionale del sito di studio. Tuttavia, la maggior parte delle persone che erano state direttamente o indirettamente coinvolte nel progetto Bonobo in Situ (RZSA) hanno deciso di lasciare la foresta e tornare a vivere nei loro villaggi natali a sud del fiume Lomako, o altrove. Dunque, il numero delle persone di etnia Mongo che vivono tra il sito di ricerca e il fiume Lomako (ossia, nella parte meridionale della proposta riserva) è diminuito, ed è tornato ai livelli osservati da JD nel 1994-95. Per quelli che vivono nella foresta, le principali fonti di sussistenza sono la caccia e la pesca, e agricoltura su piccola scala, più il traffico commerciale di selvaggina. In quasi tutti i villaggi sono presenti soldati del MLC. Questi sono ben accetti dalla popolazione locale. Malgrado possa emergere qualche tensione per il fatto di "prendere senza pagare", in generale la popolazione è contenta della loro presenza, perché essi apportano maggiore sicurezza. I soldati del MLC che fanno base a Baringa e altrove ricevono licenze per andare a caccia nella foresta di Lomako. Diversamente dalla foresta lungo il fiume Maringa e la striscia a sud del fiume Lomako, la foresta tra i fiumi Lomako e Yekokora è ancora considerata un'eccellente fonte di selvaggina. Tuttavia, riteniamo che ci sia tra i soldati la tendenza a spostarsi più lontano risalendo il corso dei fiumi per cercare terreni di caccia ancora più ricchi.
4.1.1.2. Altre persone che vivono nella foresta di Lomako
La situazione a nord del sito di ricerca di Iyema e della parte settentrionale della proposta riserva forestale di Lomako è drammaticamente diversa rispetto alla zona a sud. C'è un massiccio aumento di popolazione di etnia Ngombe e Mongando che migra verso la foresta di Lomako. Accampamenti, molti dei quali mostrano evidenza di essere siti abitativi semipermanenti, sono sparsi per tutta la parte settentrionale della ipotetica riserva. Nel 1995, JD accertò l'esistenza di 5 campi lungo il fiume Lomako, tutti legati all'attività di caccia (Dupain et al., 2000). In questa spedizione (novembre 2002), le relazioni più recenti indicano l'esistenza di 15 accampamenti permanenti di caccia lungo questo fiume. Circa il 90 per cento di essi sono abitati da persone di etnia Ngombe. Inoltre, alcuni accampamenti di caccia temporanei, registrati nel 1995 immediatamente a nord dell'area di ricerca di Iyema, sono oggi permanentemente abitati da gruppi Mongando provenienti da Djolu. Un certo numero di nuovi campi temporanei è stato costruito alla periferia del sito di ricerca. I cacciatori hanno abbandonato i campi quando sono stati informati del nostro arrivo. Il personale locale affermò che non aveva i mezzi per mandare via nessuno di questi cacciatori immigrati. Contemporaneamente, nella parte orientale della riserva proposta, i Kitiwalisti (una setta religiosa che conta 2000-3000 membri) sono ancora presenti. Questo scenario conferma le segnalazioni precedenti (Dupain et al., 2000; Dupain & Van Elsacker, 2001) secondo cui, se l'area non ha uno status legale protetto, è e sarà molto difficile limitare l'immigrazione. Il primo scopo di questi accampamenti è la caccia, con l'obiettivo particolare di sfruttare commercialmente la selvaggina. Un mercato situato a nord del fiume Yekokora, a 12 km dal dismesso quartier generale della compagnia di legname Siforco (Ammann, 1998; Dupain et al., 2000), esiste ancora. La frequenza dei giorni di mercato, che una volta era ogni due settimane, è aumentata a uno alla settimana. Un osservatore fornito di videocamera è stato inviato ai vecchi campi della Siforco e ha intervistato diversi ex dipendenti. La Siforco non ha sgomberato il personale con l'inizio della guerra. Per la maggior parte, sono rimasti lì, tentando di guadagnarsi da vivere, ricorrendo in molti casi alla caccia. Ha notato anche della carne di bonobo affumicata in uno dei campi lungo il fiume Lotondo, e ha segnalato la presenza di due bonobo orfani in un altro accampamento di caccia.

4.1.2. FAUNA DELLA PROPOSTA RISERVA DELLA FORESTA DI LOMAKO

4.1.2.1.IYEMA
4.1.2.1.1. PAN PANISCUS
Stima della popolazione di bonobo (v. tabella)

tracciatodistanza dal tracciatogruppi di nidi numero di niditipologia
I1170- --
H11501 23
J13702 24
F2300- --
G23003 83
S16004 2-
X13505 43
-2350- --
A30006 24
O23007 43
G2300- --
Totale201907 24-


In 20,2 km di percorso, abbiamo registrato 7 gruppi di nidi, per un totale di 24 nidi. La dimensione media e mediana di ogni gruppo è piccola (3.4, resp.2). Per confronto: media 6.68 (Dupain & Van Elsacker, 1999); mediana: 7 (Fruth & Hohmann, 1995). Supponendo una fascia di visibilità di circa 20 m, la densità dei bonobo può essere stimata intorno a 24 nidi / 20.19 km * 0.02km * 113 giorni= 0.53 individui in grado di costruire nidi per km². La stima della densità nel 1995 e nel 1998 era di circa 2 individui per km² (Dupain & Van Elsacker, 1999; Dupain & Van Elsacker, 2001).
Questi dati indicherebbero una diminuzione del 75% nella popolazione dei bonobo negli ultimi quattro anni. Secondo il personale locale, la situazione potrebbe essere meno grave: ritengono che una parte della popolazione di bonobo studiata si sia ritirata in zone meno accessibili. Tuttavia, nessuno ha negato il fatto che i bonobo vengano cacciati.

Rilevamenti sonori dei bonobo

In tre serate diverse, 7 persone hanno realizzato registrazioni audio. Si sa che i bonobo vocalizzano quando costruiscono i loro rifugi notturni. Ogni singolo scan copre circa 0,5km², per un totale, con 7 persone, di circa 3,5km². Supponendo che l'area occupata da una comunità di bonobo sia attorno ai 25km², questo sistema di rilevamento sonoro copre circa il 15% dell'intera zona vitale di una comunità.
I bonobo sono stati registrati in due sere su tre. Il numero totale di gruppi di nidi rilevato è di 5. Il livello è basso rispetto ai risultati ottenuti nel 1998. Nonostante il campione sia molto limitato, il risultato ha confermato le conclusioni preliminari basate sulle stime di densità.

Osservazioni dirette

Abbiamo osservato due gruppi di bonobo (dopo aver individuato i nidi la sera prima).

Gruppo 1. Orario di osservazione 5,30-6,45 (JD).
Composizione del gruppo: 4 individui; un maschio adulto, una femmina adulta, un infante e un quarto individuo non identificato.
Contrariamente alle aspettative, gli animali non si sono dati alla fuga alla vista degli osservatori. Nonostante il piccolo abbia mostrato qualche moto di panico, e l'individuo non identificato abbia lanciato un richiamo di allarme, la femmina adulta è rimasta dov'era, e ha guardato gli osservatori. Questo è particolarmente sorprendente considerando che il gruppo era composto da tre congolesi e tre occidentali.

Gruppo 2. Orario di osservazione 5,20-6,35 (KB).
Composizione: 6 individui.
La reazione è stata la stessa dell'altro gruppo. Alcuni individui si sono perfino avvicinati agli osservatori. Il contatto visivo era ancora continuo quando gli osservatori (un occidentale e un congolese) hanno deciso di allontanarsi dal gruppo dei bonobo.

In entrambi i casi, i bonobo sono stati osservati per oltre un'ora. La reazione di entrambi i gruppi è stata quella di bonobo abituati alla presenza umana. È da notare che tra gli osservatori c'erano sia congolesi che occidentali. Il personale locale conferma che normalmente i bonobo fuggono sempre quando li vedono. E possibile che abbiano riconosciuto i ricercatori occidentali.

In generale, concludiamo che la densità dei bonobo nell'area di ricerca e nei dintorni potrebbe essere seriamente diminuita a causa della caccia. L'adattamento dei bonobo alla pressione venatoria sembra essersi riflesso negli schemi di movimento e nella differenza tra le dimensioni dei gruppi di giorno e di notte. Secondo il personale locale, i bonobo continuano a entrare nell'area di giorno, ma si ritirano in luoghi meno accessibili per costruire i nidi notturni. Riguardo alle dimensioni dei gruppi, il gruppo diurno è generalmente più piccolo di quello notturno (Fruth & Hohmann, 1995; Dupain, comunicazione privata).
Nel corso della spedizione abbiamo comunque registrato indicazioni della suddivisione dei gruppi al momento di scegliere il sito per il nido. Questo comportamento potrebbe riflettere una strategia di difesa dalla caccia. Gruppi notturni piccoli riducono la possibilità di essere scoperti, e riducono anche il numero di scimmie che sono potenzialmente bersaglio di caccia in un certo sito (specialmente se i cacciatori fanno uso di cani).
4.1.2.1.2. ALTRA FAUNA
In generale, l'impressione è che nell'area visitata la foresta sia vuota. Il numero di gruppi di scimmie osservati è molto basso. Questo è probabilmente dovuto, in parte, alla presenza di gruppi numerosi e rumorosi di umani. Abbiamo registrato la presenza di Cercocebus aterrimus, Cercopithecus mona e Cercopithecus ascanius. Non abbiamo visto né udito il Colobus guereza (un bersaglio prediletto dai cacciatori che era presente dappertutto nel 1998). I gruppi di scimmie si davano immediatamente alla fuga appena notate le persone. Soltanto un unico cercocebo ha lanciato richiami di allarme. Tutti gli altri sono fuggiti senza lanciare alcun segnale. Poche tracce di antilopi nane e di ilocheri sono state rilevate. Non è stata registrata alcuna vocalizzazione dell'elusivo pavone del Congo; nel 1998, erano state sentite diverse volte ogni settimana.
4.1.2.2. I DINTORNI
Secondo il personale locale, le tracce, i nidi e le vocalizzazioni dei bonobo si rilevano ancora frequentemente vicino agli accampamenti dei Mongo, tra Iyema e il fiume Lomako. Si ritiene che il vecchio sito dei ricercatori di Anversa, Mpako (Bohua) sia stato soggetto a minori pressioni dovute alla caccia. Comunque, i limiti di tempo hanno ridotto le nostre possibilità di avere conferme assolute. Le informazioni che giungono dal sito americano-tedesco di Ndele sono contradditorie. È nostra impressione che, a parte qualche zona dell'area centrale della proposta riserva di Lomako, la sindrome della foresta vuota sia onnipresente. Laddove le popolazioni di elefanti, ippopotami e antilopi bongo erano già state praticamente eliminate a partire dal 1980, le variazioni drammatiche osservate per i bonobo e altri primati, per i pavoni del Congo e altri animali, sono il risultato del recente aumento della pressione venatoria.

4.1.3.CONCLUSIONE

Un numero crescente di accampamenti di caccia appaiono situati nell'entroterra, a diversi chilometri da qualunque fiume; ciò significa che, sulle rive dei fiumi, la fauna selvatica è stata già ampiamente eliminata. La spedizione del 1998 aveva già dimostrato che questo corridoio potrebbe essere molto più largo sulla riva dello Yekokora che su quella del fiume Lomako. L'aumentata pressione venatoria sull'intera lunghezza dei confini settentrionale e occidentale della proposta riserva ha avuto come conseguenza la scomparsa o la drastica diminuzione numerica delle popolazioni di bonobo. Sul confine sud-est c'è una notevole pressione ad opera dei Kitiwalisti che vivono nella zona. Questa situazione può aver lasciato intatti alcuni gruppi nell'area centrale lungo i fiumi Bakumba e Eyengo. Basandoci sulle osservazioni del 1998 e del 2002, assumiamo che circa la metà del territorio della proposta riserva sta subendo una pressione venatoria molto pesante. Il 30% è esposto a una caccia più recente e più moderata (che però aumenterà), e forse il 10-20% è ancora intatto, per quanto riguarda le popolazioni di bonobo.

4.2. BASANKUSU-LOMAKO

Basankusu è stata conquistata dal MLC il 29 novembre 1999. L'occupazione è avvenuta molto velocemente e non sono stati registrati incidenti ai civili. Nonostante la gente abbia sofferto perché i soldati, che non venivano pagati, si rifornivano di cibo saccheggiando gli orti dei civili, l'atteggiamento della popolazione riguardo al trattamento ricevuto dai soldati del MLC è generalmente positivo. La popolazione che abita a monte a Maringa (Waka-Baringa-Befale) ha sofferto eventi più traumatici durante la guerra (in gran parte ad opera delle FAC). Durante le nostre visite ad alcuni villaggi e a Baringa, siamo stati colpiti dalle cattive condizioni sanitarie, a confronto con ciò che abbiamo visto a Basankusu o nella foresta di Lomako. La differenza era notevole: i bambini erano visibilmente più deboli, più ammalati, e soffrivano notevolmente di più di infezioni. Non è chiaro se questo fosse dovuto a differenze nell'alimentazione (forse nella disponibilità di proteine) o a malattie trasmesse da insetti. Erano comuni diarrea e infezioni del tratto respiratorio superiore, infestazioni di parassiti, lesioni ed eruzioni della pelle. Malattie meno diffuse ma più gravi comprendevano meningite, dissenteria, colera, tripanosomiasi e monkey pox. MSF-B ha confermato queste osservazioni.

4.2.1.PROGETTI IN CORSO

Soltanto poche organizzazioni stanno rispondendo attivamente ai bisogni urgenti della popolazione locale.
a. Missionari di Mill Hill (Diocesi di Basankusu)
I missionari di Mill Hill (sia congolesi che europei) sono rimasti per tutto il corso della guerra. La loro presenza sostiene le speranze della popolazione locale. Diverse organizzazioni, compresa la Oxfam Canada, hanno trattato a proposito di una cooperazione con i missionari di Mill Hill. A tutt'oggi, la incerta situazione di sicurezza è il motivo principale per cui nessuno di questi negoziati ha avuto come risultato alcun tipo di contributo attivo alla missione di Mill Hill.
b. Medici senza frontiere - Belgio
MSF Belgio è attiva nell'area con base a Basankusu. Opera su tutta la zona di Basankusu e in parti delle zone di Bolomba e Befale (coprendo circa 30.500 km² e raggiungendo circa 360.000 persone). Sta tentando di fornire servizi alla popolazione della foresta di Lomako, e si è spinta fino alla zona dei Kitiwalisti. La popolazione locale apprezza i programmi speciali, come una campagna contro la malnutrizione dei bambini.
c. Refugee Service dei Gesuiti.
Nel novembre del 2002, questa organizzazione ha cominciato a riaprire l'ospedale a Baringa. Sperano di raggiungere una capacità potenziale di 80 posti letto. Puntano anche a riattivare altri centri sanitari, raggiungendo circa 25.000 persone. Il raggio d'azione è di circa 30-40 km. La popolazione locale mostra un grande apprezzamento per questi sforzi. È unico il fatto che un gruppo cattolico si stia concentrando su un ospedale che era originariamente protestante.
d. Altre organizzazioni
Il numero delle ONG locali sta crescendo rapidamente. Durante un recente convegno a Kinshasa, ospitato dal CARPE e dal GRASP (26-28 settembre 2002: obiettivo, la preparazione di un piano nazionale per la sopravvivenza delle grandi scimmie), è stata enfatizzata la necessità di identificare le ONG coinvolte nella conservazione dei bonobo. Pare esserci un urgente bisogno di valutare le attività delle ONG quando si toccano i temi della conservazione dei bonobo e di altre specie.

Riguardo alla foresta di Lomako, abbiamo incontrato a Kinshasa i rappresentanti della ONG SOLO. Questa organizzazione affermava di rappresentare la popolazione della foresta di Lomako, e che l'accesso alla foresta avrebbe dovuto essere negoziato con loro a Kinshasa. Secondo le loro pubblicazioni promozionali, i loro obiettivi coinciderebbero potenzialmente con quelli della gente della zona. Tuttavia, c'è confusione sulla definizione di "Foresta di Lomako". La popolazione dei villaggi di Bolima, Lofuko, Bohua e altri, e il capo del raggruppamento di Loma dichiarano di non sapere niente dell'organizzazione SOLO e hanno contestato le pretese di questa ONG di rappresentarli.

Il principale ostacolo al futuro coinvolgimento nelle attività nella foresta di Lomako sarà quello dell'identificazione degli effettivi rappresentanti delle diverse famiglie, villaggi e gruppi etnici che occupano nicchie geografiche, economiche e sociali diverse nella proposta riserva forestale. La distanza tra la foresta di Lomako e le organizzazioni a Kinshasa che sostengono di rappresentare gli abitanti della foresta si aggiunge a queste difficoltà. In più, il territorio proposto per la riserva è situato su più entità amministrative diverse. Come riportato nella relazione del 2002, quella di stabilire un micro-progetto in collaborazione con le comunità locali che hanno a che fare con la foresta di Lomako a Befale è una delle priorità. Comunque, appunto, la foresta di Lomako non è completamente inclusa nel territorio amministrativo di Befale.

4.2.2. LA SICUREZZA: PER IL MOMENTO, UN SUCCESSO

Il fatto che il nostro gruppo abbia potuto viaggiare senza alcun serio problema è la prova più convincente che la regione è accessibile senza reali rischi. Ci siamo avvicinati di 50 km alla linea del fronte, che è appena a sud del fiume Lomako. Tuttavia, ogni attività programmata necessita dell'approvazione delle massime autorità. Le autorità locali sono molto amichevoli, tuttavia bisogna tenere presente che ogni tassa o qualunque altra "concessione" richiesta è spesso completamente arbitraria. Questa è una conseguenza diretta della situazione economica nell'area. Secondo i JRS, le persone che viaggiano tra Baringa e Basankusu (200km) pagano con la loro merce (anche fino al 25-35% per cento) ai check point lungo il fiume o la strada. Tuttavia, poiché la nostra presenza era stata autorizzata dai massimi responsabili, e avevamo i documenti per dimostrarlo, non abbiamo sofferto alcun disagio o trattamento sgradevole, né ci siamo mai sentiti in pericolo.

4.2.3. CONDIZIONI DI VITA: ISTRUZIONE, SALUTE, SICUREZZA DELL'ALIMENTAZIONE, AGRICOLTURA

Le attività principali sono l'agricoltura su piccola scala, la caccia e la pesca; di fatto, attività di pura sussistenza. La maggior parte degli abitanti dei villaggi e delle autorità che abbiamo intervistato ha dichiarato il bisogno urgente di accesso ai trattamenti sanitari, all'istruzione, e di sforzi per ristabilire le infrastrutture che rendano possibile il trasporto dei prodotti agricoli.


vai alla presentazione
vai alla parte precedente
vai alla parte successiva





e-mail

torna agli articoli