Comodini e sangue
quattro anni dopo






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1. INTRODUZIONE

La situazione nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) è stata caratterizzata, negli ultimi anni, da uno stato di guerra e dal degrado quasi completo delle infrastrutture economiche e sociali. Questo ha portato alla cessazione quasi completa delle attività economiche in vaste regioni del paese. Una zona che attira pochissimo l'interesse della comunità internazionale è la Provincia Equatoriale. Ciò è dovuto verosimilmente alla mancanza di minerali e di altri prodotti da esportazione pregiati (con l'eccezione del legname). Ciononostante, la Provincia Equatoriale si è guadagnata un po' di attenzione perché è la patria dei bonobo (Pan paniscus).

I bonobo sono una specie esclusiva della RDC. Si ritiene che la loro regione di distribuzione si estenda per circa quattrocentomila chilometri quadrati, tuttavia si conosce poco a proposito delle singole popolazioni di bonobo su quell'area potenziale. La maggior parte delle informazioni arriva dai siti di ricerca, come Sankuru (gestito dal Lukuru Wildlife Research Project), Wamba (dall'Università di Kyoto), e Lomako (Stony Brook University, istituto Max Planck, Società Zoologica Reale di Anversa). Da quando è scoppiata la guerra nel 1998, le informazioni sulla situazione dei bonobo sono sostanzialmente limitate al numero e alle condizioni degli orfani che arrivano a Kinshasa. Questi orfani sono trasferiti nel santuario per bonobo Lola ya Bonobo (gestito dall'associazione Amis des Animaux du Congo).

La foresta di Lomako è considerata una regione importante per la conservazione dei bonobo. Per foresta di Lomako si intende la regione forestale compresa tra i fiumi Lomako e Yekokora. Ma poiché non si tratta di un'area compatta ben definita, c'è confusione sulla sua definizione corretta. Una parte di questa regione è stata proposta come riserva naturale, la Riserva Forestale di Lomako (3800 km²). Nel 1990, il WWF internazionale propose di creare questa riserva. La proposta fu presentata alle autorità governative nel 1991, ma a causa dello stato di disordine politico non fu mai approvata. Le caratteristiche della riserva proposta sarebbero ideali: confini naturali e un alto grado di biodiversità per specie rare e minacciate (come Pan paniscus, Afropavo congensis, Hyemoschus aquaticus, Profelis aurata). Le aziende del legname non sembrano interessate a sfruttare quella regione, a causa delle difficoltà di trasportare il materiale fuori dall'area. In più, gli insediamenti umani permanenti sono stati proibiti fin dagli anni Venti. La popolazione locale, del gruppo etnico dei Mongo, risiede ufficialmente nei villaggi originali, a sud del fiume Lomako e a nord dello Yekokora. Si presume che le persone usino la foresta di Lomako solo come insediamento temporaneo. Tuttavia, le esplorazioni del 1995 e del 1998 hanno rivelato che questo non è più vero. C'era immigrazione da ogni direzione, e un numero crescente di persone si stabiliva lì in modo permanente. Furono diffusi comunicati secondo i quali si rendeva urgente un'azione sul campo, per preservare le potenzialità della regione (Ammann, 1998; Dupain & Van Elsacker, 2001).

Il gruppo di ricerca di Anversa (J.Dupain, CRC, SRZA) ha condotto ricerche nella zona di Lomako fino al novembre 1998. Questo gruppo è stato l'ultimo a lasciare la foresta quando le forze ribelli (Mouvement pour la Libération du Congo) si sono avvicinate all'area. Da quel momento, un ritorno nella zona è stato ritenuto improponibile, perché la foresta di Lomako è ancora considerata una regione sul fronte di guerra tra le forze del MLC e quelle governative (FAC: Forces Armées Congolais). Tuttavia, una casa di produzioni canadese (90th Parallel Productions Ltd.) ha chiesto a K. Ammann, a K. Bowman e a J. Dupain di tentare di ritornare nella regione di Lomako. Sono stati ottenuti finanziamenti canadesi, e la logistica è stata organizzata tramite contatti in loco. È stata la prima occasione di ritorno per dei ricercatori nella foresta di Lomako, dopo quattro anni di assenza. Qui riportiamo i risultati delle nostre osservazioni sia sulla popolazione dei bonobo che su quelle umane. Speriamo che questa relazione possa essere di stimolo per altre organizzazioni, per tornare nella foresta di Lomako e nelle aree circostanti per riprendere iniziative di ricerca e di conservazione che includano progetti di sviluppo locale.



2. OBIETTIVI

2.1. OBIETTIVI GENERALI

- Determinare la fattibilità dei progetti di tornare nell'area di Lomako per riprendere le ricerche
- Valutare la situazione della popolazione umana e quella della popolazione dei bonobo, come pure di altra fauna
- Potenziare la comprensione delle relazioni che intercorrono tra la realtà socioeconomica e le potenzialità di conservazione della riserva proposta per la foresta di Lomako.
- I risultati della missione dovrebbero essere di aiuto per la pianificazione di attività successive nella zona.

2.2. OBIETTIVI SPECIFICI

FORESTA DI LOMAKO
- Fare visita ai membri locali del vecchio gruppo e alle loro famiglie e verificare le conseguenze della guerra
- Fare una stima della popolazione umana e delle sue condizioni di vita all'interno dei confini proposti per la riserva forestale di Lomako
- Valutare lo stato della fauna e le conseguenze della guerra nell'area di ricerca di Iyema.

BASANKUSU - LOMAKO
- Monitorare i progetti in corso nella regione, con particolare enfasi sulle attività umanitarie
- Valutare la situazione dal punto di vista della sicurezza.
- Valutare le condizioni di vita della popolazione e l'impatto della guerra su di esse



3. METODOLOGIA

3.1. MEMBRI DEL GRUPPO

Karl Ammann, giornalista
Kerry Bowman (Università di Toronto)
Mark Caswell, operatore video
Jef Dupain (coordinatore progetti locali, CRC, SRZA)
Ao Loo, operatore del suono
Finbarr O'Reilly, coordinatore di produzione e giornalista della Reuters
Kenton Vaughan, regista/produttore

3.2. AUTORIZZAZIONI

I permessi sono stati richiesti e ottenuti sia dalle autorità governative della RDC a Kinshasa, sia da quelle del MLC con sede a Gbadolite. Per garantire maggiore sicurezza, e su richiesta delle autorità del MLC, due soldati armati hanno scortato il gruppo tra Basankusu e Lomako.

3.3. ITINERARIO

6 novembre: Kinshasa
10 novembre: Kinshasa-Basankusu.
10-12 novembre: soggiorno a Mill Hill (presidio di missionari)
Visita a Medici senza Frontiere - Belgio (MSF-B). Visita della città e conversazioni con le persone.
12-14 novembre: viaggio sul fiume Maringa con soste a Waka e a Baringa per la notte. A Waka, sono presenti rappresentanti del MONUC. A Baringa, il Jesuit Refugee Service (JRS) ha avviato recentemente un nuovo progetto di aiuti umanitari.
15 novembre: Viaggio sul fiume Lomako fino a Bosolomwa e arrivo al campo di Iyema.
16-22 novembre: Soggiorno a Iyema. Indagini sulla situazione della fauna, degli accampamenti di cacciatori e del vecchio personale locale
22-24 novembre: viaggio a Basankusu
26 novembre: Basankusu-Kinshasa
27 novembre: visita a Lola ya Bonobo (santuario per bonobo, AAC, Kinshasa).
29-30 novembre: partenza dalla RDC.

3.4. LA RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI

Informazioni qualitative sono state raccolte tramite interviste, osservazioni e visite sul posto.
Il personale locale esperto si è concentrato sulla raccolta di dati relativi al numero e alla distribuzione dei bonobo. KB si è occupata del conteggio dei nidi per stimare la densità di popolazione lungo i vecchi tracciati (Standing crop nest count method). Sono state eseguite registrazioni sonore come già nel 1998. Sono state condotte campagne specifiche in ore serali per la ricerca dei nidi. Questo metodo per la localizzazione dei gruppi di bonobo è considerato il migliore, perché facilita le osservazioni dei bonobo che lasciano i loro rifugi arborei notturni al mattino presto.


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