Bush uno scimpanzé?
Ma come si permettono?


Le parodie, le vignette satiriche e gli irriverenti accostamenti fotografici che sottolineano la somiglianza tra il presidente George W. Bush e gli scimpanzé sono conosciutissimi in rete. Quello che forse non è noto ai lettori italiani è che tali paragoni non sono il frutto della fantasia di un unico burlone, ma sono tanto ricorrenti nella stampa statunitense da essere diventati un vero e proprio classico. Come è facile intuire, qualcuno trova la cosa inaccettabile e di cattivo gusto. E noi rendiamo pubbliche le ragioni della vibrata protesta!

Il testo originale di questo appello (purtroppo, risalente a prima delle ultime elezioni presidenziali americane, e quindi datato) si può leggere qui.




Critici contestano la stampa di opposizione
per la satira scimmiesca contro Bush


I promotori di un servizio di informazione sui primati con sede a Brooklyn hanno rivolto un appello agli attivisti politici e ai mezzi di informazione perché cessino di riferirsi al presidente degli Stati Uniti George W. Bush come a uno scimpanzé o una scimmia.

I responsabili di Monkeywire, che si autodefinisce "la fonte numero uno di notizie sulle scimmie" hanno qualificato i riferimenti scimmieschi a Bush come "fuorvianti e offensivi".

Bush è stato descritto come "uno scimpanzé" (Globe and Mail), uno "scimpanzé ghignante", (In These Times), uno "scimpanzé smorfioso" (SmirkingChimp.com) , "Lo Scimpanzé in carica" (Democratic Underground), uno "scimpanzé senza pelo" (The Columbian, con definizione doppiamente errata), e uno "scimpanzé mangia-pretzel" (AP), con una faccia che mostra "confusione scimmiesca" con le sue labbra strette e la fronte corrugata (San Francisco Chronicle). Analogamente, le azioni del presidente sono state riportate in termini scimmieschi : "Bush proposes to monkey with the Constitution" (Slate) [gioco di parole, purtroppo intraducibile in italiano, tra il sostantivo monkey, che significa scimmia, e il verbo to monkey, che equivale a ingannare, usare trucchi disonesti, NdT].

I fondatori di Monkeywire Carrie McLaren e Joe Garden ritengono che tali paragoni diano eccessiva importanza alle somiglianze fisiche tra Bush e gli scimpanzé, trascurando invece importanti differenze nella genetica, nel comportamento e nell'habitat naturale.

Gli esseri umani condividono oltre il 99 per cento del DNA con gli scimpanzé, i nostri più prossimi parenti genetici. Tuttavia, quella frazione di punto percentuale è responsabile di evidenti differenze nelle capacità mentali, nella destrezza fisica e nella pelosità del corpo.

Bush condivide con i primati inferiori la capacità di rendere chiaramente comprensibile la sua volontà nonostante l'incapacità di esprimersi in inglese. Inoltre comprende e reagisce agli stimoli negativi, ed è in grado di utilizzare semplici strumenti. Tuttavia, le impronte dentali di Bush - che sono state usate per dimostrare il suo effettivo servizio nella Guardia Nazionale - dimostrano chiaramente che egli è umano.

I responsabili di Monkeywire affermano che le differenze più marcate tra Bush e gli scimpanzé non sono nelle caratteristiche fisiche, ma in quelle comportamentali.

"Bush ha proposto di modificare l' Endangered Species Act, in modo da consentire l'importazione di esemplari vivi o di parti del corpo di specie protette" dice McLaren. "Uno scimpanzé non lo avrebbe mai fatto."

Gli scimpanzé sono una specie a rischio. La popolazione degli scimpanzé è crollata da due milioni di esemplari a 150.000, in parte a causa del massacro di grandi scimmie a scopo alimentare.

Quando le modifiche all'Endangered Species Act sono state proposte lo scorso anno, la celebre primatologa Jane Goodall ha espresso la previsione che il traffico illegale di bushmeat potrebbe portare all'estinzione di tutte le grandi scimmie antropomorfe nell'arco di un paio di decenni.

I responsabili di Monkeywire citano anche le posizioni di Bush sul riscaldamento globale come una chiara prova della sua posizione anti-scimpanzé. Bush si è ritirato dal trattato di Kyoto e non ha mantenuto l'impegno, preso durante la campagna elettorale del 2000, di regolamentare le emissioni industriali di anidride carbonica. I fondatori di Monkeywire ritengono che tali decisioni possano contribuire alla devastazione dell'habitat naturale degli scimpanzé.

"Evidentemente, Bush non è uno scimpanzé" dice McLaren. "Ma speriamo che i nostri sforzi comuni possano riuscire a liberarlo dalla cattività e a rispedirlo nella foresta."




CONTATTI

Per maggiori informazioni sull' Endangered Species Act, contattare Brian Nowicki del Center for Biological Diversity . Per avere notizie deprimenti sul triste stato attuale dei primati, visitare il Great Ape Project o il Jane Goodall Institute. (queste organizzazioni non hanno affiliazioni con Monkeywire.)








Bonobo, umani e altre scimmie

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